Amelia Rosselli una poetessa dalla luce caravaggesca | Roma la celebra a trent’anni dalla morte

Amelia Rosselli occupa, nella letteratura italiana, un luogo marginale e insieme cruciale, come accade alle voci poetiche che non si lasciano ridurre a una scuola, a un’etichetta, a una categoria. La sua opera rappresenta un unicum difficilmente assimilabile, non solo per la irriducibile originalità stilistica, ma soprattutto per la densità mercuriale di esperienze storiche e personali che la attraversano. Nata a Parigi nel 1930, già in condizione di esule, figlia del grande Carlo Rosselli (la cui visione socialista liberale sembra unico antidoto all’impazzimento del capitalismo agonizzante) e dell’inglese Marion Cave (coraggiosa militante antifascista londinese), Amelia porta nella sua infanzia le stimmate del martirio politico. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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© Ilfattoquotidiano.it - Amelia Rosselli, una poetessa dalla luce caravaggesca: Roma la celebra a trent’anni dalla morte

Amelia Rosselli, trent’anni dopo: al Palladium un omaggio tra poesia, musica e pensiero critico

Il 11 febbraio 2026, il Teatro Palladium di Roma Tre presenta

Il ricordo del vescovo Carboni. Un libro a trent’anni dalla morte

Il seminario diocesano Redemptoris Mater di Macerata ha ospitato un importante convegno dedicato al ricordo di monsignor Tarcisio Carboni, vescovo di Macerata dal 1976 al 1995.

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