Pesca calabrese in crisi | direttive UE concorrenza sleale e proteste nel mirino di sindacati e pescatori
La pesca calabrese vive giorni difficili. I pescatori e i sindacati accusano le direttive dell’Unione Europea di aver drammaticamente ridotto le possibilità di lavoro, mentre la concorrenza sleale e le normative troppo restrittive aumentano le tensioni. Nei porti calabresi, in particolare a Cirò Marina, si sono moltiplicate le proteste e le tensioni, culminate con l’intervento della troupe di “Striscia la Notizia”. La situazione rischia di esplodere, e i pescatori chiedono risposte chiare.
La crisi della pesca calabrese, un grido di disperazione che si alza dalle coste dello Ionio, ha raggiunto un punto di rottura tale da sfociare in tensioni e proteste, culminate con l’episodio nel porto di Cirò Marina che ha visto coinvolta la troupe di “Striscia la Notizia”. Un comparto produttivo intero, secondo il segretario generale della FAI CISL Calabria, Francesco Fortunato, è lasciato all’abbandono, schiacciato da direttive europee spesso percepite come lontane dalla realtà locale e da una concorrenza sleale che svuota i mercati di prodotti italiani. L’intervento di Fortunato, rilasciato in una nota diffusa nella mattinata di oggi, 8 febbraio 2026, è un atto d’accusa nei confronti di una situazione che definisce “grave” e “insostenibile”, che non può essere affrontata con gesti impulsivi, ma che al contempo richiede una comprensione delle cause profonde che spingono i pescatori alla disperazione.🔗 Leggi su Ameve.eu
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