La Corte Ue boccia il diritto di prelazione nei partenariati pubblico-privato | Ora tutti gli enti potrebbero ritirare le concessioni
La Corte Europea ha deciso di mettere fine al diritto di prelazione nei partenariati pubblico-privato. Questo significa che, d’ora in poi, gli enti pubblici potrebbero ritirare le concessioni senza dover rispettare questa condizione di favore che favorisce i privati. La decisione mette in discussione un meccanismo molto usato in Italia, che permette ai privati di garantirsi l’affidamento di un progetto di pubblica utilità , anche se ci sono offerte migliori. Con questa sentenza, si apre uno spiraglio per le amministrazioni pubbliche di rivedere le proprie concessioni senza dover
Pietra tombale sul “diritto di prelazione ” italiano. Cioè la condizione di favore prevista dalla normativa sugli appalti pubblici, grazie alla quale il privato promotore di un progetto di pubblica utilitĂ su beni o servizi della PA può sempre assicurarsi l’affidamento adeguando la sua offerta a quella del miglior offerente che si presenta alla gara per aggiudicarlo, salvo dovere un piccolo rimborso. Ecco: la Corte di Giustizia europea ha depositato una sentenza che l’ha dichiarata incompatibile con il diritto europeo, in particolare con i principi di paritĂ di trattamento, non discriminazione e concorrenza sanciti dalla direttiva 201423UE e dall’articolo 49 dello stesso trattato sul funzionamento dell’Ue. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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