Referendum nel collegio che ha deciso sul quesito giudici schierati Ma per la sinistra il problema è chi lo denuncia

La Cassazione ha accolto il ricorso del comitato per il No, ma questa mossa si rivela un autogol per chi si oppone alla riforma della Giustizia. La data del voto resta fissata per il 22 e 23 marzo, come deciso dal governo e con il via libera di Mattarella. La polemica sulla questione giudiziaria continua a tenere banco, con la sinistra che critica le mosse e denuncia presunti problemi nel procedimento.

La decisione della Cassazione di accogliere il ricorso del comitato per il No sul quesito del referendum si è trasformata in un clamoroso autogol per gli oppositori della riforma della Giustizia: il vero obiettivo della richiesta di riformulazione, ovvero lo slittamento della data del voto, non è stato raggiunto, poiché il governo ha confermato il 22 e 23 marzo – pur dovendo accogliere la nuova, più macchinosa dizione – e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha “vidimato”. In compenso, è emerso che un paio di giudici del collegio hanno profili che contrastano nettamente con i requisiti di terzietà e imparzialità che sarebbero richiesti e il cui rafforzamento, in fin dei conti, è il cuore della riforma. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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