Da 90 anni schiavi delle macchine Ciccotti legge Tempi moderni

Da quasi un secolo, le persone si sentono schiave delle macchine. Oggi, il regista Ciccotti ha ripercorso questa storia nel suo nuovo film “Tempi moderni”. Un viaggio tra l’industrializzazione e gli sforzi individuali per trovare un senso. La pellicola mette in luce come, nonostante i progressi, l’uomo continui a cercare la felicità tra le sfide della vita moderna.

“Tempi moderni. Una storia di industria, di iniziativa individuale. L’umanità che si batte per la ricerca della felicità”. Questa la didascalia d’apertura di Modern Times ( Tempi moderni ) di Charlie Chaplin, proiettato a New York in prima assoluta il 5 febbraio del 1936. Dopo una settimana, l’11 dello stesso mese, seguiva la première sulla West Coast, a Hollywood, cui assistette il noto attore e regista assieme alla sua splendida partner Paulette Goddard. Inizio metaforico: società di massa Un gregge di pecore, in primo piano, cammina rapidamente spinto, non si sa da chi e verso dove. Dissolvenza su folla di uomini, pigiati uno contro l’altro, mentre fuoriesce dalla metropolitana salendo le scale quasi di corsa. 🔗 Leggi su Formiche.net

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