Sciopero internazionale dei porti | Contro la corsa al riarmo da Trieste passano macchinari per colonie israeliane VIDEO
Questa mattina, in tutta Europa e nel Mediterraneo, 21 porti hanno fermato le operazioni per alcune ore. Le navi sono rimaste attraccate e i trasporti di materiali sono bloccati. La protesta nasce per denunciare il traffico di armi e componenti destinate a colonie israeliane, in un momento di tensione crescente nella regione. Tra le immagini girate in porto si vedono anche macchinari che, secondo alcuni testimoni, vengono usati per scopi militari. La mobilitazione coinvolge operai, sindacati e associazioni che chiedono di fermare questa
Oggi 21 porti europei e mediterranei hanno partecipato allo sciopero internazionale contro il traffico di componenti e materiale finalizzato alla costruzione, produzione e diffusione di armi nel mondo. Oltre a Genova, Livorno, Ancona e Civitavecchia, in Italia l'iniziativa ha riguardato anche il porto di Trieste, dove lavoratori e lavoratrici in mattinata hanno tenuto un'assemblea presso il varco 1 e nel tardo pomeriggio si sono dati appuntamento davanti all'autoritĂ Portuale in via V.Bruck, dove si sono presentate una cinquantina di persone. Nel video, Sasha Colautti di Usb ci ha illustrato le ragioni dello sciopero, spiegando che “da Trieste non passano le armi ma i macchinari agricoli destinati alle colonie di Israele”.🔗 Leggi su Triesteprima.it
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