Studio americano confronta consumo di alimenti ultraprocessati con dipendenza dalle sigarette

È una scoperta che sembra venire dal futuro: tre studiosi americani hanno gettato nuova luce sulle cause dell’epidemia di malattie connesse ai cibi ultra-processati, mettendoli a confronto con il tabacco. Lo studio, pubblicato il 3 febbraio su Milbank Quarterly, è stato firmato da Ashley Gearhardt, dell’Università del Michigan, Kelly D. Brownell, della Duke University, e Allan M. Brandt, di Harvard. Il lavoro, intitolato “From Tobacco to Ultraprocessed Food: How Industry Engineering Fuels the Epidemic of Preventable Disease”, colloca la produzione di alimenti altamente lavorati – come bibite gassate, cereali zuccherati, snack surgelati – in una categoria simile a quella dei prodotti del tabacco: sistemi industriali creati per sedurre, manipolare e portare a un consumo abituale e spesso dannoso. 🔗 Leggi su Ameve.eu

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