L’argine al trumpismo è nelle urne ma le fratture interne ai democratici non aiutano
L’attenzione in Italia si sposta sui recenti sviluppi negli Stati Uniti, dove il governo statale del Minnesota ha deciso di cacciare 700 agenti dell’Ice e del Border Patrol dopo un mese di raid contro l’immigrazione. La situazione ha portato a scontri e proteste tra cittadini e forze dell’ordine, con due persone uccise e tredici colpi di pistola. Intanto, tra le fila dei democratici, le divisioni interne si fanno sentire, mentre Donald Trump si concentra a smentire la vittoria del 2020 e a prepararsi per le elezioni di
Milano. Lo “zar del confine” americano, Tom Homan, ha annunciato che 700 agenti dell’Ice e del Border Patrol saranno mandati via dal Minnesota, dopo un mese di raid anti immigrazione, due morti ammazzati con tredici colpi di pistola in due, arresti, colluttazioni e la legittima rivolta dei cittadini; i “file Epstein” – tremila nuovi messaggi ed email che il finanziere-pedofilo si scambiava con politici, leader internazionali, guru, manager, affaristi, principi e principesse – stanno colpendo tutti tranne Donald Trump, che infatti si sta prendendo il tempo per occuparsi dell’unica cosa che gli interessa: dimostrare che nel 2020 aveva vinto lui e non Joe Biden, farci dimenticare dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio del 2021, e fare in modo che quel “grande imbroglio” non si ripeta più, accentrando i poteri di controllo del voto di metà mandato, il prossimo 3 novembre, addirittura barattando la presenza degli agenti dell’Ice negli stati (democratici) con la consegna delle liste elettorali. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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