La rivendicazione di Askatasuna dopo il corteo Sono violenti ma parlano chiaro
Dopo il corteo di Torino, le parole di Askatasuna lasciano poco spazio alle interpretazioni. La rivendicazione del gruppo si fa sentire forte, con toni duri e chiari. Nonostante le accuse di violenza, i rappresentanti di Askatasuna insistono sulla loro posizione, senza nascondersi dietro eufemismi. Per capire cosa sia davvero successo, bisogna ascoltare le loro parole, più dirette di quelle del ministro Piantedosi.

Forse più delle parole del ministro Piantedosi, per capire cosa è successo a Torino bisogna ascoltare quelle di Askatasuna. A fare maggiore attenzione dovrebbero essere tutti i politici, intellettuali e giornalisti che in questi giorni hanno partecipato alla gara della minimizzazione o della contestualizzazione, quando non del complottismo. Il corteo pacifico rovinato dai pochi infiltrati, la giusta battaglia per Askatasuna “bene comune” rovinata da poche decine di “facinorosi”, il cui prodest che scarica vantaggi e quindi colpe sul governo. E invece no. Il centro sociale torinese in un messaggio su InfoAut, portale della galassia antagonista, ha rivendicato tutto, dall’inizio alla fine, dalla sfilata alle martellate: “Il corteo nazionale contro lo sgombero di Askatasuna è stato un successo al di là di tutte le aspettative”, scrive il centro sociale. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it
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Scontri Askatasuna, Padellaro: "La sinistra deve considerare i violenti come nemici giurati" #dimartedì - facebook.com facebook
Altro che infiltrati. Sono i sedicenti pacifisti che la sinistra difende da anni. Nessun complotto, nessuna regia occulta: uno dei capi dell’Askatasuna rivendica le violenze e le devastazioni. x.com