La parabola tutta autonoma e solipsista di Vannacci

Salvini: "Vannacci è un ingrato, non mi spaventa". E vede Mattarella al Quirinale Non dimentichiamo che la parabola del generale Vannacci è iniziata autopubblicando un libro, senza passare dall’auspicata e abituale presenza di intermediari editoriali, presentandosi così al pubblico come un fenomeno spontaneo e volitivo, una sorta di volontà di potenza incarnata nell’atto di autoimporsi. Da lì è stato un crescendo di solipsismo. Vannacci si è autopropagandato con una cospicua elargizione della propria presenza sui media; si è autoproposto alla Lega come uomo della svolta; si è autointerpretato con spericolate esegesi quando faceva il gesto X... 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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