Tari monnezza d’oro e portafogli piangenti | Pisa regina Arezzo si difende come può
La tassa sui rifiuti torna a far parlare di sé, questa volta tra Pisa e Arezzo. A Pisa, i cittadini si trovano ad affrontare tariffe che sembrano più un peso che un incentivo alla differenziata. La monnezza d’oro, come la chiamano alcuni, fa salire i costi e alimenta le discussioni. Arezzo, invece, si difende cercando di contenere le spese, ma anche qui la gente si chiede se davvero si stia facendo abbastanza. La verità è che, tra aumenti e bollette salate, molti cittadini sentono di pagare senza vedere grandi
C’è chi differenzia, chi ricicla, chi si sente pure virtuoso. E poi c’è la Tari, che arriva puntuale come l’influenza e ti ricorda che no, non stai salvando il pianeta: stai solo pagando. Tanto. Anzi, tantissimo. Secondo l’analisi (impietosa, mica pizza e fichi) della Uil, la tassa sui rifiuti è diventata una specie di lotteria nazionale: stessi sacchetti, stessi bidoni, ma prezzi da gioielleria di lusso. Media italiana? 350 euro a famiglia l’anno. Ma è una media finta, come il sorriso quando apri la busta. Applausi, coriandoli e trombe: Pisa conquista il titolo di capitale italiana della spazzatura di lusso. 🔗 Leggi su Lortica.it

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