Professori dell' Università di Palermo indagheranno sulla frana di Niscemi | Non guarderemo in faccia nessuno

Professori e forze dell’ordine dell’Università di Palermo coordinano le indagini sulla frana di Niscemi. L’obiettivo è fare chiarezza senza sconti, con i ricercatori che lavorano fianco a fianco con la polizia. Nessuno si aspetta sconti, e l’indagine mira a capire cosa sia andato storto e cosa si può fare per evitare che si ripeta.

Sulla frana di Niscemi sarà avviata una indagine congiunta che vedrà lavorare insieme la polizia e un gruppo di professori e ricercatori della Università di Palermo. L'obiettivo è quello di accertare le cause del cedimento e verificare eventuali responsabilità, attraverso analisi tecniche e scientifiche sul terreno interessato dallo smottamento. È quanto ha annunciato il procuratore di Gela, Salvatore Vella, ieri a Niscemi in merito all'indagine aperta dalla procura per la frana verificatasi il 25 gennaio scorso. La mappa delle frane a Palermo, nelle aree ad alta pericolosità ci sono 6 mila abitanti e 1.500 edifici "Abbiamo avuto un'interlocuzione con gli organi centrali della polizia - ha detto - per avere a disposizione un sistema che anche con l'aiuto dell'intelligenza artificiale ci potrà consentire di processare meglio la mole di informazioni che saranno spalmate anche nel tempo. 🔗 Leggi su Palermotoday.it

L'inchiesta sulla frana di Niscemi, il procuratore di Gela: "Non guarderemo in faccia nessuno"

Il procuratore di Gela, Salvatore Vella, ha detto che al momento non ci sono indagati nell’inchiesta sulla frana di Niscemi.

Frana di Niscemi, il Pm: "Non guarderemo in faccia a nessuno" | La protezione civile: "Sta rallentando"

La Procura di Caltanissetta ha annunciato che non farà sconti nelle verifiche sull’agibilità di Niscemi, dove ieri si è verificata una frana che ha messo in crisi alcune case.