Materie prime critiche gli Usa si fanno una riserva strategica mentre l’Ue arranca La Corte dei Conti | Sicurezza delle forniture non garantita
Gli Stati Uniti si muovono per mettere in sicurezza le materie prime critiche, destinando quasi 12 miliardi di dollari a creare una riserva strategica. Nel frattempo, l’Unione Europea fatica a garantire un approvvigionamento stabile, e la Corte dei Conti mette in guardia sulla sicurezza delle forniture. La differenza tra le due sponde dell’Atlantico si fa sempre più evidente.

Da un lato Washington che tratta le materie prime critiche come una priorità di sicurezza nazionale e si prepara a investire quasi 12 miliardi di dollari per crearne una riserva strategica e ridurre la dipendenza dalla Cina. Dall’altro Bruxelles che arranca. E, secondo la Corte dei Conti europea, è ad alto rischio di mancare l’obiettivo di un accesso sicuro ai materiali indispensabili per la transizione energetica e digitale entro il 2030. La relazione speciale ad hoc dei magistrati contabili pubblicata lunedì, proprio mentre la Casa Bianca confermava l’avvio del “Progetto Vault” per proteggere settori industriali chiave come automotive, elettronica, difesa ed energie rinnovabili da interruzioni delle catene di rifornimento globali, ha un titolo quasi irridente che non piacerà a Ursula von der Leyen, promotrice tre anni fa di un piano che avrebbe dovuto garantire la sicurezza degli approvvigionamenti: “Una politica non certo solida come una roccia “. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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