Ore incappucciato e ammanettato in una casa di Caracas poi è iniziata la sessione con la macchina della verità | Trentini racconta la prigionia a Che tempo che fa
“Mi hanno trasportato in una bella casa di Caracas dove sono stato delle ore incappucciato e ammanettato, in attesa, poi mi hanno portato in una stanza molto calda, dove il funzionario mi ha spiegato il funzionamento, mi ha cominciato a fare delle domande insistendo molto sul terrorismo, sullo spionaggio, sul fatto che sono laureato in storia ha provato a dirmi che il servizio militare in Italia è obbligatorio quindi sicuramente lo avevo fatto, io gli ho spiegato che non è più obbligatorio.Abbiamo avuto un dialogo a volte cordiale a volte meno e poi è iniziata questa sessione con la macchina della verità”. Così Alberto Trentini, tornato in Italia dopo oltre 400 giorni di prigionia in Venezuela, ha raccontato a Che tempo che fa il periodo di detenzione e, in particolare, il momento in cui è stato sottoposto alla macchina della verità. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

Che tempo che fa, Alberto Trentini: «423 giorni in una cella di 2 metri per 4 e una latrina. Mi hanno interrogato con la macchina della verità»
Alberto Trentini racconta i 423 giorni passati in cella, una stanza di 2 metri per 4 con una latrina.
Che tempo che fa, Alberto Trentini: «423 giorni in una cella di 2 metri per 4 e una latrina. Mi hanno interrogato con la macchina della verità» – Il video
Alberto Trentini torna a parlare dopo 423 giorni di detenzione.
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Argomenti discussi: La cella due metri per quattro, la macchina della verità, l'interrogatorio incappucciato e ammanettato: Alberto Trentini racconta i 423 giorni in carcere in Venezuela; Comunicazione Italiana; Venezuela, Trentini: Ci dissero che eravamo pedine di scambio, prigionia dura.