La fatica invisibile degli insegnanti | corpi stanchi menti sovraccariche e responsabilità educative in una scuola che invecchia
La popolazione scolastica si riduce progressivamente, seguendo un calo demografico che svuota in modo sistematico le aule di tutti gli ordini di scuola, con sezioni che non si formano piĂą, classi che scompaiono e un numero sempre minore di alunni che ridisegna, anno dopo anno, la geografia dell’istruzione. Questo fenomeno, spesso letto solo in termini numerici o organizzativi, introduce in realtĂ una nuova dimensione, critica e complessa, che impone una riflessione piĂą ampia sul funzionamento del sistema scolastico e sulle persone che lo tengono in vita quotidianamente. L'articolo. 🔗 Leggi su Orizzontescuola.it
Leggere il disagio dei nostri studenti, prima che diventi silenzio. La scuola, la fragilità e le responsabilità educative nell’epoca delle crisi invisibili
Leggere il disagio degli studenti italiani diventa sempre piĂą urgente.
Doppio infortunio a scuola: nessun risarcimento ai genitori. La Corte di Appello esclude la responsabilità dell’istituto se l’evento è repentino e imprevedibile nonostante la presenza degli insegnanti
La Corte di Appello di Bologna ha respinto la richiesta di risarcimento presentata dai genitori di un alunno vittima di due infortuni scolastici, sottolineando che l’evento, se repentino e imprevedibile, esclude la responsabilità dell’istituto anche in presenza degli insegnanti.
Si parla di: La fatica invisibile degli insegnanti: corpi stanchi, menti sovraccariche e responsabilità educative in una scuola che invecchia; Papa Leone e il potere invisibile delle piattaforme IA: il giornalismo come argine?; Custodire l’umano nell’era degli specchi digitali; Prendersi cura di Alexander Zeldin: l’invisibile umanità dei sommersi.
“Dislessia significa il doppio della fatica”. Sì. Ma la parte più dura è un’altra: che spesso quella fatica resta invisibile. Il bambino dislessico si siede, apre il quaderno, guarda le righe e dentro parte una specie di maratona silenziosa. Tu vedi solo “non studia”. Lu - facebook.com facebook