Alae Al Said | Scrivere della Palestina per abbattere le barriere La letteratura aiuta a resistere
La scrittrice Alae Al Said ha affermato che parlare della Palestina serve a superare le barriere e a mantenere viva la resistenza. Secondo lei, la letteratura è uno strumento potente contro i colonizzatori, perché le parole possono colonizzare le menti prima ancora delle armi. Al Said invita a usare la scrittura come arma per mantenere viva la memoria e la lotta palestinese.
La letteratura un’arma contro i colonizzatori, "perchĂ© sono le parole, prima ancora dei fucili, a colonizzare le menti, a occupare territori", dice Alae Al Said. In un momento storico in cui l’ordine internazionale sembra soccombere di fronte alle mire predatorie dei potenti, la scrittrice italo-palestinese ricorda quanto sia importante raccontare per difendere la memoria collettiva dei popoli oppressi. Nata a Roma nel 1991, da genitori palestinesi, Alae ha di recente pubblicato il suo secondo romanzo, Il ragazzo con la kefiah arancione (Ponte alle grazie, 2025). Con voce intima e intensa, l’autrice intreccia le vicende personali dei giovani protagonisti a quelle di una terra ancora oggi piegata da conflitti e soprusi. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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