Perché il nord-est della Siria è tornato centrale negli equilibri del Medio Oriente

Quando lo Stato siriano rientra nei giacimenti e nelle dighe a est dell’Eufrate, non sta semplicemente riconquistando territorio: sta tentando di ricostruire statualità. Petrolio, gas e infrastrutture critiche non sono solo asset economici, ma strumenti di governo. Per questo il nord-est siriano è tornato improvvisamente centrale nel gioco geopolitico regionale: lì si misura la distanza tra controllo militare e capacità di governare davvero. Dopo la fase 2014–2019, segnata dalla sconfitta territoriale dell’ISIS, l’area a est dell’Eufrate si era strutturata come un sistema separato di fatto. Le Forze Democratiche Siriane, sostenute dagli Stati Uniti in funzione anti-jihadista, avevano costruito una forma di amministrazione che poggiava su una leva decisiva: il controllo delle risorse energetiche.🔗 Leggi su Linkiesta.it

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