Perché il congedo mestruale anche dove c’è non viene sfruttato | le resistenze culturali in tutto il mondo
Per molte persone, il ciclo non è solo un evento fisiologico, ma una condizione che può compromettere la possibilità di lavorare. Per questo è nato il congedo mestruale. Il primo Paese a muoversi in questa direzione è stato il Giappone, nel 1947. Nel dopoguerra, migliaia di donne lavoravano in fabbriche prive di servizi igienici adeguati e senza accesso a prodotti sanitari. La risposta fu il riconoscimento del seirikyuuka, il cosiddetto «congedo fisiologico», che impone ai datori di lavoro di tenere conto delle mestruazioni come condizione naturale. Ma la norma, ancora oggi, lascia ampi margini di discrezionalità: non fissa un numero di giorni, non garantisce la retribuzione e demanda alle aziende la scelta se pagare o meno l’assenza. 🔗 Leggi su Vanityfair.it
Al via il congedo mestruale anche al liceo Manzoni di Milano: fino a due giorni al mese a casa
Il liceo Manzoni di Milano introduce il congedo mestruale, consentendo alle studentesse di assentarsi fino a due giorni al mese senza che tali assenze incidano sul monte ore annuale.
In Italia il congedo mestruale funziona quasi solo nelle scuole
In Italia, il congedo mestruale è stato adottato principalmente nelle scuole, grazie all’impegno di studenti e studentesse.
Argomenti discussi: Perché il congedo mestruale, anche dove c’è, non viene sfruttato: le resistenze culturali in tutto il mondo; Endometriosi, via libera al potenziamento dei percorsi di cura in Emilia-Romagna.
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