L’intelligenza artificiale non deve escludere i curatori del contenuto avverte Mauri

Stefano Mauri, esperto di media, mette in guardia sull’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’editoria. Secondo lui, non si può pensare a un futuro in cui le macchine sostituiscono completamente i curatori umani. Mauri sottolinea che il ruolo delle persone resta fondamentale per garantire qualità e affidabilità nell’informazione.

Stefano Mauri, noto esperto di media e contenuti digitali, ha lanciato un monito urgente sull’uso crescente dell’intelligenza artificiale nel settore editoriale: non immagina un futuro in cui le macchine siano al centro della produzione di informazione, mentre i curatori umani vengano esclusi dal processo. Il suo avvertimento si inserisce in un dibattito in crescita, che riguarda non solo la qualità del contenuto ma anche il ruolo fondamentale dell’essere umano nella costruzione del senso. L’intelligenza artificiale, secondo Mauri, non deve diventare un sostituto del giudizio editoriale, bensì uno strumento a servizio di chi ha la responsabilità di selezionare, interpretare e dare forma alle notizie. 🔗 Leggi su Ameve.eu

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