Chloé Zhao | Sul set di Hamnet abbiamo ballato per sopravvivere al dolore La neurodivergenza è stigmatizzata ma può diventare un super potere

Mentre la troupe vibrava all’unisono «sono volate via parecchie parrucche», ricorda Zhao. «Succede quando si prendono i funghi, succede quando si fa l’amore». E sì, dice la regista 43enne, serena come un’insegnante di yoga: «Succede quando si balla». Zhao è rannicchiata su un accogliente divano verde nel suo rifugio in stile anni Cinquanta nascosto in una strada senza uscita di Los Angeles brulicante di enormi piante grasse. Struccata e a piedi nudi, i lunghi capelli scuri le ricadono sul colletto del vestito polo. Di tanto in tanto rivolge uno sguardo vigile al suo nuovo trovatello, Foxy, un incrocio tra pastore tedesco, husky siberiano e (per l’1 percento) Chihuahua, almeno stando al test del DNA che gli ha fatto fare per verificare la presenza di coyote (risultato negativo). 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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© Vanityfair.it - Chloé Zhao: «Sul set di Hamnet abbiamo ballato per sopravvivere al dolore. La neurodivergenza è stigmatizzata, ma può diventare un super potere»

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