Case dei publisher contro l’IA | accesso ai dati bloccato per proteggere contenuti digitali

A gennaio 2026, alcune grandi testate giornalistiche italiane hanno deciso di bloccare l’accesso ai dati delle loro pubblicazioni. La loro mossa mira a proteggere i contenuti digitali dall’uso dell’intelligenza artificiale. Questa decisione ha scatenato molte discussioni nel mondo dell’editoria e tra gli esperti di tecnologia. Le case dei publisher vogliono evitare che l’IA possa copiare e riutilizzare i loro articoli senza autorizzazione. Per ora, il blocco dei dati sembra aver creato più tensione che soluzioni, ma molti si chiedono cosa succeder

Nel gennaio 2026, un’azione coordinata da parte di importanti testate editoriali ha messo al centro del dibattito digitale il futuro dei contenuti online. A essere colpiti non sono stati i grandi colossi dell’Intelligenza Artificiale, ma un’istituzione storica del web: l’Internet Archive. Molti editori, tra cui titoli come The New York Times, Wall Street Journal, The Guardian e Financial Times, hanno imposto restrizioni tecnologiche che bloccano l’accesso automatico ai loro archivi da parte del sito. L’obiettivo è chiaro: impedire che i bot di scraping, utilizzati da aziende di IA per raccogliere dati a scopo di addestramento, possano continuare a estrarre testi, articoli e immagini senza autorizzazione. 🔗 Leggi su Ameve.eu

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