Tony Bombardieri | Non è stata l’Olimpiade che sognavo ma è stata la mia
Tony Bombardieri ripensa alla sua Olimpiade. L’ex atleta bergamasca, ormai allenatrice all’Ice Club Torino, dice che non è stata quella che sognava, ma comunque una Olimpiade sua. Si sente soddisfatta, anche se sa che poteva andare meglio. Ora guarda avanti, verso i prossimi Giochi di Milano e Cortina, con la speranza di rivivere anche lei quei momenti di gloria.

Articolo. In attesa di Milano Cortina 2026, riviviamo l’avventura olimpica dell’ex atleta bergamasca, oggi allenatrice all’Ice Club Torino Le Olimpiadi sono un sogno che nasce da bambini, quando si comincia ad allenarsi immaginando un giorno di pattinare sotto quei cinque cerchi. Per la bergamasca Tony Bombardieri quel sogno si è realizzato nel 1998 a Nagano (Giappone) a soli diciannove anni, quando è stata l’atleta più giovane della squadra azzurra insieme alla sciatrice Karen Putzer, già due volte campionessa italiana con alle spalle Mondiali ed Europei. L’esperienza olimpica, però, non è stata come la immaginava. Non tanto per il risultato, quanto per le condizioni in cui Tony si è trovata a viverla: «Sono dovuta arrivare in Giappone con tutta la squadra due settimane esatte prima della mia gara, ma potevo allenarmi solo quaranta minuti al giorno sulla pista olimpica – racconta l’ex pattinatrice artistica di Bergamo – Venivo da una preparazione completamente diversa, fatta di più sessioni quotidiane tra ghiaccio e preparazione fuori pista. 🔗 Leggi su Ecodibergamo.it
Dovrei dire a mia sorella che è stata adottata?
Ciao [Nome della sorella], volevo parlarti di una cosa importante.