Meno camion per Gaza meno aiuti ai civili

Questa mattina a Rafah, la situazione si fa sempre più tesa. Meno camion arrivano nella Striscia di Gaza, e di conseguenza ci sono meno aiuti per i civili. La posizione del confine si fa più difficile da gestire, e il controllo si manifesta senza grandi dichiarazioni. È un gesto che parla da solo, un segno di come il potere si eserciti sul campo, senza bisogno di parole.

Rafah oggi è un atto politico concreto. È il punto in cui il potere si esercita senza bisogno di proclami. Il valico resta formalmente aperto al transito delle persone, mentre sulle merci si consuma una trattativa che riguarda quantità, tempi, autorizzazioni. Nelle ultime 24 ore fonti israeliane hanno fatto filtrare l’ipotesi di ridurre i camion degli aiuti dagli attuali circa 600 al giorno a 200, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a 120. Ogni cifra è una decisione sulla sopravvivenza. Nello stesso tempo Hamas afferma di essere pronto a trasferire la gestione della Striscia a un comitato palestinese di tecnici, subordinando la mossa alla riapertura “completa” di Rafah, in entrata e in uscita, senza controllo israeliano.🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.itImmagine generica

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