I parchi involontari nel mondo

In diverse zone del pianeta, grandi aree un tempo utilizzate o contaminate da attività pericolose ora sono interdette all’uso umano. Questi territori, spesso lasciati dall’uomo dopo conflitti o incidenti, sono diventati zone di nessuno, dove la natura cerca di riprendersi i suoi spazi.

In molte parti del mondo, vasti territori contaminati da attività pericolose o belliche sono via via diventati off-limits per la vita degli umani. In nostra assenza vi hanno trovato rifugio tante specie di fauna e flora. Sono così nati i parchi detti involontari o «Involuntary parks» – ne tratta lungo articolo di Annelise Giseburt per il sito «Mongabay». Ecco alcuni esempi. La zona di esclusione di Chernobyl in Ucraina: dopo la tragedia del 1986 sono tornati i lupi (e la guerra tutto intorno). Negli Usa, l’area cuscinetto di 80.000 ettari intorno al sito Hanford Reach per la lavorazione del plutonio per gli ordigni nucleari, fino al 1987: lasciata indisturbata, la steppa si è popolata di tante specie; è poi diventata un parco formale. 🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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