Carabinieri italiani in ginocchio ma Tajani perdona Israele
I carabinieri italiani sono in ginocchio, ma Tajani decide di perdonare Israele. La vicenda si chiude in modo brusco, come se fosse un normale caso di polizia, senza particolari clamori. La gestione della situazione appare fredda e senza molte spiegazioni, lasciando i protagonisti e l’opinione pubblica con più domande che risposte.
Roma, 29 gennaio – A giudicare dai modi con cui sembra essere stata portata avanti e chiuso la vicenda, sembra di trovarci in un’aula di una qualunque questura del Belpaese. Dopo che i soliti antifa hanno sfasciato vetrine, assaltato banchetti dei loro avversari politici e incendiato presenti sul loro cammino, tutto si conclude con il volemose bene d’occasione. Non una ramanzina, non una denuncia, non un divieto o un provvedimento più forte. Niente. Sicuramente non è questo il modo di fare giustizia e di garantire l’ordine nella Nazione. Ma ciò che esce dalle stanze del Ministero degli esteri il giorno dopo il vergognoso inginocchiamento patito dai due Carabinieri italiani di fronte a un colonomilitare israeliano è persino peggiore rispetto a quanto trapelato nelle primissime ore. 🔗 Leggi su Ilprimatonazionale.it

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