Il caso Barbero e il fact-checking pericoloso e ridicolo delle opinioni
All’inizio della settimana, le etichette di “informazione falsa” che gravavano sui video di Alessandro Barbero, oscurato da Meta (cioè Facebook) su indicazione del sito Open, sono evaporate dalle bacheche. Senza alcuna spiegazione. Se, come tutto lascia supporre, è stata la stessa Open – e il suo debunker-principe, David Puente – a procedere alla ritirata, dopo le polemiche di questi giorni, ci troviamo di fronte a un atto di pentimento che suona una campana a morto per i difensori d’ufficio della censura. Eppure in questi giorni abbiamo assistito al consueto spettacolo di un’intellighenzia pronta a immolarsi sull’altare del “dispositivo”.... 🔗 Leggi su It.insideover.com

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Il caso di Alessandro Barbero, oscurato da Meta, evidenzia come il fact checking sui social media spesso non riesca a prevenire la diffusione di contenuti controversi.
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Salvatore Granata. . Grande Travaglio sulla censura meloniano-mentana e di Meta sul caso Barbero. facebook
Il caso Barbero, la libertà d’espressione e i suoi limiti. Il prezzo della libertà di parola sono le fake news; e il prezzo della lotta alla disinformazione è rinunciare alla libera espressione delle idee di tutti. Di Carlo Stagnaro x.com