Capitale di rischio e competitività europea nell’era dei nuovi dazi
Gli Stati Uniti tornano a usare dazi e sussidi per proteggere i propri settori strategici. Questa svolta mette in difficoltà l’Europa, che si trova a dover rispondere a nuove sfide nel commercio internazionale. Le politiche aggressive di Washington cambiano gli equilibri e spingono l’Unione a trovare rapidamente nuove strategie per mantenere la competitività.

Il ritorno di politiche economiche più aggressive negli Stati Uniti, caratterizzate da dazi, sussidi selettivi e interventi pubblici mirati a proteggere settori strategici, sta ridisegnando gli equilibri del commercio internazionale e ponendo nuove sfide all’Unione europea. Secondo un’analisi accademica nel campo della finanza d’impresa, l’attuale contesto globale evidenzia l’emergere di un modello di capitalismo fortemente orientato dall’intervento statale, nel quale il mercato resta formalmente aperto ma viene guidato da scelte politiche e industriali. In questo scenario si inserisce la strategia europea di rilancio del commercio regolato come risposta alle nuove tensioni geopolitiche. Gli accordi commerciali recentemente siglati dall’Unione europea con aree economiche di grande peso, come il Sud America e il subcontinente indiano, rappresentano non solo strumenti di apertura dei mercati, ma vere e proprie mosse geopolitiche per diversificare le relazioni economiche, difendere l’export e ridurre la dipendenza dai grandi poli globali. 🔗 Leggi su Zon.it