L’inganno della meritocrazia | perché volere non sempre è potere?
Immaginate una pista di atletica. Sulla linea di partenza ci sono due corridori. Entrambi hanno lo stesso obiettivo, entrambi sono pronti a dare il massimo. Eppure, osservando meglio il percorso, notiamo che la pista non è la stessa per tutti: una corsia è liscia, gommata per permettere l’aderenza; quella dell’altro è irregolare e infangata. Nonostante ciò, una volta tagliato il traguardo, il cronometro non terrà conto né del fango, né delle buche. Verrà premiato chi arriva primo, ottenendo il titolo di “migliore”. È in questo preciso istante, nel silenzio che ignora lo sforzo di chi è rimasto indietro, che la meritocrazia smette di essere un segno di giustizia e diventa solo un’illusione patinata. 🔗 Leggi su Metropolitanmagazine.it

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