Richter-Sebald dall’atlante visuale al fantasma della poetica
Nel libro di W.G. Sebald, lasciato incompiuto, si trova un’immagine in bianco e nero che collega l’atlante visuale di Richter alla poetica del poeta tedesco. Questa presenza fotografica invita a riflettere sui legami tra immagini e testo, tra memoria e narrazione, offrendo uno sguardo sobrio e analitico su temi di identità e rappresentazione. Un punto di partenza per esplorare il dialogo tra arte visiva e letteratura.
Testi, fototesti, dipinti A margine della vastissima retrospettiva dedicata dalla Fondation Vuitton di Parigi a Gerhard Richter, appunti per un ipotetico confronto, favorito dalla catalogazione definitiva del materiale fotografico di W.G. Sebald e delle «Overpainted photographs» del pittore di Dresda Tra le pagine del libro di vagabondaggi in Corsica lasciato incompiuto da W.G. Sebald, c’è anche una immagine in bianco e nero. Fatto insolito rispetto al consueto utilizzo delle foto da parte dello scrittore tedesco, essa è in questo caso l’oggetto del racconto. Il narratore la tiene sulla propria scrivania (malvolentieri) fino a quando, misteriosamente, scompare nel nulla, per apparire infine in una lettera spedita da Bonifacio, con acclusa la spiegazione della sua origine (una scuola di Porto Vecchio frequentata anni addietro dalla corrispondente del narratore). 🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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