Isterismi a sinistra sul nuovo Ddl stupri Per condannare a loro basta l’accusa
I colonnelli dem fremevano per far saltare il patto Meloni - Schlein sulla legge antiviolenza. E s’impuntano sui punti deboli smussati. Non vedevano l’ora. Quella stretta di mano fra Giorgia Meloni ed Elly Schlein alla Camera sulla legge «anti-violenza sulle donne» aveva fatto venire il mal di pancia alla sinistra più gruppettara. E nei giorni successivi la fila dei colonnelli del Pd si era allungata per rappresentare due pericoli: il fastidio gastrico sul voto unanime e il rischio di lasciare via libera alle rimostranze grilline. Così l’opposizione non vedeva l’ora di stracciare la foto e di tornare a litigare (nella partita di ritorno in Senato) anche su un provvedimento che mette al centro la «volontà contraria all’atto sessuale» come architrave giuridica. 🔗 Leggi su Laverita.info

Ddl stupri, c'è un nuovo testo di Bongiorno: pene ridotte e via la parola "consenso". L'opposizione: «Rotto un patto, gravissimo» Il nuovo testo sul ddl stupri, presentato da Bongiorno, prevede pene più leggere e l'eliminazione del termine
Consenso e dissenso non sono la stessa cosa: il colpo della destra al nuovo testo del ddl StupriConsenso e dissenso rappresentano concetti diversi, come evidenziato dalla modifica nel testo del ddl Stupri proposta dalla destra.
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