Ammutinarsi al proprio destino con il cabaret esistenziale di Amleto²

Ammutinarsi al proprio destino attraverso il cabaret esistenziale di Amleto², una produzione che riprende il suo debutto dopo quindici anni. Nato nel 2010 come prima regia teatrale di Timi, originariamente intitolata Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioches, il progetto esplora temi universali con un approccio originale e sobrio, offrendo uno sguardo riflessivo sulla condizione umana.

Ripreso a quindici anni dal suo debutto, Amleto² nasce nel 2010 come prima regia teatrale di Timi, allora presentata con il titolo Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioches. Lo spettacolo affronta il testo shakespeariano attraverso una rilettura e un’interpretazione folle, comica e visionaria, traducendo la tragedia in una performance colorata e a tratti provocatoria, dove un Amleto pazzo e annoiato si ribella al proprio destino, in un gioco che mescola cultura alta e cultura bassa. Lo fa senza intenti filologici, scegliendo invece la deformazione, il ribaltamento dei ruoli e dei codici, e l’attraversamento di diversi generi. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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