Giannichedda | Coi piedi a ferro da stiro marcavo Zidane Stroppa entrò con la 500 in spogliatoio e

Giannichedda ricorda momenti della sua carriera, tra aneddoti sul campo e incontri con altri giocatori. L’ex centrocampista, ora allenatore della Rappresentativa Serie D, condivide esperienze che riflettono il suo percorso e la sua crescita nel calcio, tra sfide, humor e determinazione. Un racconto che offre uno sguardo autentico sulla vita di un calciatore e allenatore, evidenziando valori di impegno e passione.

Giannichedda ha fatto sua quella famosa canzone di Ligabue: “Altro che mediano, ‘una vita da. Giuliano’. Me la canticchiava sempre Stefano Fiore ai tempi dell’Udinese, quando correvo per tutto il campo a recuperare palloni. Non ho mai avuto il talento dei grandi, il mio compito era buttare giù gli avversari”. L’ex centrocampista classe ’51 è partito dai dilettanti nella sua Pontecorvo, in provincia di Frosinone, ed è arrivato fino in Champions League vestendo le maglie di Lazio e Juventus: “Ho marcato Ronaldo, Henry, Totti, pure un giovanissimo Messi. In biancoceleste sono diventato capitano, ascoltando Del Piero ho capito cosa significa essere un leader”. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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© Gazzetta.it - Giannichedda: "Coi piedi a ferro da stiro marcavo Zidane. Stroppa entrò con la 500 in spogliatoio e..."

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