Fegato a rischio | le bibite zuccherate più pericolose dell’alcol!
Spesso pensiamo all’alcol come la principale minaccia per la salute del fegato, ma la ricerca recente indica un altro pericolo significativo: le bibite zuccherate come la Coca-Cola. Gli esperti avvertono che l’elevato contenuto di zuccheri in queste bevande può mettere il fegato sotto uno stress persino maggiore rispetto all’alcol. Il consumo regolare di bevande zuccherate può favorire l’accumulo di grasso nel fegato, interferendo con il suo funzionamento naturale e aumentando il rischio di malattie epatiche grasse e resistenza all’insulina. Il vero pericolo risiede nel fatto che la soda diventa facilmente un’abitudine quotidiana, spesso senza che ci si renda conto delle conseguenze a lungo termine. 🔗 Leggi su Cibosia.it

Giovani, alcol e bibite zuccherate: l’Oms vuole nuove tasse sui prodotti. “Lacune politiche e opportunità d’azione mancate”
Il 13 gennaio 2026, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) presenterà due rapporti che analizzano le politiche fiscali su bevande zuccherate e alcolici. Temi centrali sono le lacune politiche e le opportunità di intervento per promuovere scelte più salutari tra i giovani. Un’analisi che invita a riflettere sull’efficacia delle misure attuali e sulle possibili strategie future.
Da brindisi a dopocena, l'alcol minaccia il Natale: a rischio fegato e cervello
Durante le festività natalizie, il consumo di alcol diventa protagonista di momenti di convivialità come brindisi e dopocena. Tuttavia, questa tradizione può mettere a rischio la salute di fegato e cervello, evidenziando l'importanza di un consumo responsabile per preservare il benessere durante le festività.
Contenuti e approfondimenti su Fegato a rischio le bibite zuccherate...
Tumore del fegato e prevenzione, un nuovo studio avverte: quasi l'80% dei casi si può evitare considerando questi nove fattori di rischio - Epatite B e C, obesità, diabete di tipo 2, steatosi epatica, bevande alcoliche, fumo e aflatossina B1 sono i responsabili di migliaia di casi, anche in Italia ... msn.com