Ricerca le meduse dormono come gli umani da milioni di anni | lo dimostra uno studio internazionale   

Una recente ricerca internazionale ha evidenziato che anche le meduse, organismi primitivi, praticano il sonno in modo simile agli esseri umani da milioni di anni. Il sonno, uno stato fisiologico fondamentale per il riposo e il recupero, è presente in molte specie e rappresenta un processo evolutivamente antico. Questo studio contribuisce a comprendere meglio l’origine e le funzioni di questa funzione biologica essenziale per la salute e il benessere.

Il sonno è uno stato fisiologico necessario di riposo, reversibile, antichissimo, contraddistinto da una lentezza di risposta alle sollecitazioni dell’ambiente esterno, essenziale per rimettere in vigore l’attività fisica mentale di ogni organismo e riattivare il controllo delle emozioni. Infatti, esso è un comportamento che si è conservato in tutti gli animali dotati di sistema nervoso, dagli invertebrati agli organismi più evoluti. Considerando tutti i rischi legati alla sopravvivenza, rimane  un mistero il motivo per cui il sonno si sia evoluto nelle linee basali in alcuni organismi così semplici che appartengono al  phylum  degli  Cnidari  come lo sono le meduse. 🔗 Leggi su Ildenaro.itImmagine generica

Le meduse dormono proprio come noi: la scoperta che spiega perché il sonno esiste da un miliardo di anni
Le meduse, organismi primitivi e quasi interamente fatti di acqua, non possiedono un sistema nervoso complesso né cervello, eppure mostrano comportamenti che suggeriscono un sonno. Questa scoperta rivela che il bisogno di riposo è una funzione biologica molto antica, risalente a più di un miliardo di anni fa. Analizzare come e perché le meduse dormano aiuta a comprendere meglio l’evoluzione del sonno e la sua importanza universale.

Gli adolescenti scrivono peggio di come scrivevano 50 anni fa? Non è vero. Lo studio che lo dimostra
Recenti studi dimostrano che gli adolescenti di oggi non scrivono in modo inferiore rispetto a 50 anni fa. Contrariamente a credenze diffuse, le capacità di scrittura dei giovani sono rimaste sostanzialmente stabili nel tempo. Questa analisi mette in discussione l'idea che la generazione attuale sia meno abile nella scrittura rispetto alle precedenti, offrendo una prospettiva più equilibrata e basata su dati concreti.

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