Proteste Iran Khamenei ammette il massacro e Trump attacca | Serve un nuovo leader a Teheran

Dopo quasi quattro decenni di governo, il leader iraniano Khamenei riconosce per la prima volta l’entità della repressione durante le proteste in Iran. La sua ammissione arriva in un momento di crescente tensione nel paese. Nel frattempo, l’ex presidente Trump ha commentato, affermando che l’Iran avrebbe bisogno di un nuovo leader per affrontare le sfide attuali. La situazione rimane complessa e in evoluzione, attirando l’attenzione internazionale.

In quasi 40 anni di governo teocratico, Ali Khamenei non aveva mai ammesso la portata della repressione del popolo iraniano. Invece, in questo scenario di proteste inesorabili che potrebbero star fuggendo di mano alla Guida Suprema, ha ammesso “le vittime, il caos, i danni”, dove è stata spezzata la vita a più di 3mila persone accertate, tra cui almeno 150 agenti di sicurezza, con tante vittime non ancora identificate, e il Paese al buio. Secondo alcune fonti riportate X del ministero degli Esteri israeliano in farsi, Erfan Soltani, il giovane iraniano diventato un simbolo delle proteste in Iran “è stato brutalmente ucciso mentre era in custodia della Repubblica islamica“. 🔗 Leggi su Ildifforme.it

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© Ildifforme.it - Proteste Iran, Khamenei ammette il massacro e Trump attacca: “Serve un nuovo leader a Teheran”

Proteste in Iran, Khamenei attacca Trump: “Un arrogante, verrà rovesciato. Noi non indietreggiamo”. Turkish cancella voli per Teheran
Le recenti proteste in Iran, innescate dal crescente malcontento per il costo della vita, proseguono da oltre una settimana e rischiano di intensificarsi. Intanto, le tensioni si approfondiscono con dichiarazioni di Khamenei contro Trump e la sospensione dei voli Turkish verso Teheran, segnando un possibile punto di svolta nelle relazioni internazionali con la Repubblica Islamica.

Iran, Washington avverte Teheran: «Colpirci? Non scherzate con Trump». Khamenei: «Migliaia uccisi nelle proteste da amici di Usa e Israele» – La diretta
In Iran, le proteste continuano nel loro ventesimo giorno, con una repressione severa che ha causato numerose vittime. Washington ha avvertito Teheran, sottolineando la serietà delle conseguenze in caso di attacchi. Nel frattempo, il leader supremo Khamenei accusa alcuni gruppi di essere responsabili delle violenze, sostenuti da paesi come gli Stati Uniti e Israele. La situazione rimane tesa e in continua evoluzione.

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