In Iran non c’è più nulla da perdere Pahlavi è un simbolo ma c’è chi nega la realtà per motivi ideologici Parla Mojdeh Karimi
La vicepresidente dell’associazione Italia-Iran, attivista della diaspora e voce della società civile iraniana in Europa, racconta un Paese arrivato a un punto critico dopo 47 anni di Repubblica islamica Le immagini che arrivano dall’Iran sono difficili da archiviare come semplice cronaca. Corpi di giovani manifestanti chiusi in sacchi neri, portati via di notte, famiglie ridotte al silenzio. Non è solo repressione: è il funzionamento ordinario di un sistema di potere che da quasi mezzo secolo governa attraverso l’occultamento, la paura e la cancellazione delle prove. Il Secolo d’Italia ne parla con Mojdeh Karimi, attivista iraniana in Italia e vicepresidente dell’associazione Italia-Iran. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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Panoramica sull’argomento
Iran, Witkoff riceve il capo del Mossad e specifica: «Preferiamo la diplomazia». Il tycoon sposta una portaerei in Medio Oriente. Putin teme di perdere influenza e vuol mediare. di @stegraziosi x.com
In Iran è in corso una mattanza. Internet bloccato, acqua ed elettricità tagliate, famiglie isolate da giorni. Si spara sulla folla, ma la gente resta perché non ha più nulla da perdere. Si parla di almeno 12mila morti, soprattutto giovani. Iran International parla del pi - facebook.com facebook