Alemanno dal carcere | La Cassazione mi nega l’applicazione delle nuove norme ma la Corte europea accoglie il mio ricorso
Secondo quanto riferisce Alemanno, la Suprema Corte ha confermato in via definitiva la condanna a un anno e dieci mesi per traffico d’influenze, oltre a quella per finanziamento illecito ai partiti, ritenendo non applicabili le modifiche legislative approvate dal Parlamento nei mesi scorsi. Una decisione che l’ex sindaco definisce “incomprensibile”, sostenendo che la sua condanna poggerebbe su un presupposto giuridico ormai venuto meno. Alemanno ricostruisce la vicenda ricordando di essere stato condannato per aver, quando era primo cittadino, presuntamente indotto un dirigente comunale a commettere un abuso d’ufficio, accelerando il pagamento di fatture legittime e scadute a favore di una cooperativa sociale in difficoltà nel pagamento degli stipendi a lavoratori socialmente fragili. 🔗 Leggi su Laprimapagina.it

Gianni Alemanno resta in carcere: la Cassazione respinge il ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 22 mesi di reclusione per Gianni Alemanno, respingendo il ricorso della difesa. L’ex sindaco di Roma rimane quindi in carcere per il caso di traffico di influenze. La decisione conclude il procedimento giudiziario avviato in sede di appello, confermando la sentenza precedente.
Alemanno resta in carcere: la Cassazione ha respinto il ricorso dei suoi legali
La Cassazione ha confermato la permanenza in carcere di Gianni Alemanno, respingendo il ricorso presentato dai suoi avvocati. La difesa aveva inoltre comunicato che la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva giudicato inammissibile il ricorso proposto. Questa decisione chiude ulteriori possibilità di ricorso immediato, consolidando la posizione delle autorità giudiziarie italiane.