Il Garante resiste | restiamo in carica Le spese extra? Stornate in busta paga

Il Garante della Privacy conferma la propria posizione, mantenendo il mandato in carica. Le recenti accuse di corruzione e peculato non hanno ancora influito sulla sua attività quotidiana. Dal decreto di sequestro che coinvolge dispositivi di alcuni membri emergono elementi di attenzione, ma al momento si tratta di aspetti ancora da chiarire. Restiamo quindi in attesa di sviluppi, senza trarre conclusioni affrettate.

Tanto fumus e poco arrosto, per ora. Dalle 16 pagine del decreto di sequestro dei cellulari e dei pc dei componenti il Garante della Privacy per corruzione e peculato è possibile osservare due cose. Di prove di corruzione e peculato ce ne sono pochine. I magistrati della Procura di Roma rimpiangono l'abolizione del fumosissimo "abuso d'ufficio" che avrebbero tanto voluto contestare a Pasquale Stanzione, Agostino Ghiglia, Guido Scorza e Ginevra Cerrina Feroni. E questo la dice lunga sulla sostanza dell'indagine, in attesa di capire cosa uscirà dal materiale sequestrato (e se il Riesame a cui si rivolgeranno gli indagati ne autorizzerà il sequestro). 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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