L’arte di Cesi e la ‘pittura del silenzio’ La mostra
La mostra “L’arte di Cesi e la ‘pittura del silenzio’” invita a scoprire il ruolo di Cesi nella valorizzazione di un linguaggio artistico improntato alla serenità e alla riflessione. Situata a San Benedetto, l’esposizione si focalizza sulle opere che trasmettono calma e introspezione, con un contesto che richiama la spiritualità e la storia dell’abbazia di Montecassino, testimoniando l’importanza del silenzio come elemento espressivo.
di Stefano Marchetti San Benedetto alza gli occhi verso il cielo inondato di luce. Alle sue spalle i pendii su cui svetta l’abbazia di Montecassino, fra le sue mani il pastorale e il libro della Regola. Immobile, estatico, sta ascoltando la celeste armonia e noi, osservandolo, possiamo provare a sentirla insieme a lui. Quella di Bartolomeo Cesi (1556 - 1629) è la ‘pittura del silenzio’, con figure solenni, definite da colori squillanti in un paesaggio sublimato: nella Bologna a cavallo di due secoli, fu coevo e concorrente dei Carracci (Agostino, Ludovico e Annibale), superstar della pittura del tempo, e mentre loro tendevano allo studio diretto del naturale e del ‘vivo’, Cesi si spingeva verso una dimensione di contemplazione assorta, quasi ad anticipare un altro astro, allora nascente, Guido Reni, che si sarebbe rivolto alla ricerca di un bello ideale. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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