Il ricatto di Xi a Putin sull’energia elettrica Lo stop della Cina mette a nudo la fragilità russa
Roma, 16 gennaio 2026 - Da arma di pressione diplomatica a merce da vendere a prezzo di scarto, pur di piazzarla, da quando l’Unione Europea non compra più petrolio e gas da Mosca grazie alle sanzioni, per il Cremlino e le sue casse non si mette troppo bene. Non solo la Russia ha perso potere politico all’interno dell’Opec+, dove, sostanzialmente, era l’unico Paese, insieme con l’Arabia Saudita che poteva influenzare la produzione e il prezzo del greggio. Dopo che il Club di Bruxelles ha deciso che i rubinetti siberiani non interessano più, la Piazza Rossa è stata costretta a trovare nuovi clienti, o ad aumentare le forniture con quelli vecchi. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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