Gibellina cerca un’altra rinascita Capitale dell’arte contemporanea
Roma, 16 gennaio 2026 – Non c’è località più meritevole, nell’Italia dell’ultimo secolo, d’essere definita città dell’arte contemporanea e quindi è giusto che Gibellina, in questo 2026, sia la prima a giovarsi del titolo di “capitale", assegnato nel 58° anniversario di quel cataclisma noto come “terremoto del Belice“. Nella notte fra 14 e 15 gennaio 1968 Gibellina fu distrutta al 90%, in un collasso architettonico che portò lutti e disperazione. Rinacque, la cittadina, poco a poco, costruita ex novo a una decina di chilometri di distanza dal sito originario, ma fu una falsa partenza, perché il modello prescelto delle “new town“, squadrate e razionali, che andava di moda a quel tempo, non corrispondeva alla vecchia Gibellina, ai suoi spazi angusti e tortuosi, ma vissuti come propri. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

Leggi anche: Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026: “Opportunità di rilancio del territorio”
Leggi anche: Gibellina Capitale dell'arte contemporanea 2026, Giuli inaugura le mostre e i progetti speciali