Il protezionismo di Trump è una minaccia al capitalismo e alla libertà

Il protezionismo di Donald Trump ha suscitato molte discussioni riguardo al suo impatto sull’economia globale. La sua insistenza sui dazi e le politiche commerciali restrittive rappresentano una sfida ai principi del libero mercato e della globalizzazione. Questa strategia, dichiarata come una preferenza personale di Trump, solleva interrogativi sulla sostenibilità di un modello economico basato sulla tutela nazionale a scapito della cooperazione internazionale.

Donald Trump lo ha ripetuto più volte: «Per me, la parola più bella del dizionario è dazio. È la mia parola preferita». Nel corso degli anni Trump ha espresso opinioni contrastanti praticamente su tutto. Ha chiesto una tassa una tantum sui ricchi e un’assicurazione sanitaria universale fornita dai datori di lavoro, con sussidi per i bisognosi, per poi sostenere esattamente il contrario. Tra il 1999 e il 2012 Trump ha cambiato partito politico sette volte. Solo su un aspetto Trump è rimasto fedele a se stesso: la questione dei dazi. Era solito incolpare i giapponesi e il deficit commerciale con il Giappone per i problemi economici dell’America. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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