La vita in carcere e il grazie grazie e ancora grazie di Burlò a Meloni Trentini | Capivo che l’Italia stava facendo molto per me
La vita in carcere, senza nulla per tenere impegnata la mente che non fossero la speranza e la forza d’animo. Le condizioni dure della detenzione, la cella condivisa per qualche mese. E i segnali che, pur chiusi nel buco nero del carcere El Rodeo di Caracas, non erano stati abbandonati. Alberto Trentini e Mario Burlò raccontano gli otre 400 giorni di detenzione in Venezuela. E la gratitudine per la liberazione. «Grazie, grazie e ancora grazie. Spero che riporti a casa tutti», ha detto Burlò riferendo le prime parole che ha rivolto a Giorgia Meloni, all’aeroporto di Ciampino, dove la premier è andata ad accogliere lui e Trentini, ieri. «Non mi sono mai sentito da solo quando ero dentro quella cella, certi messaggi mi sono arrivati, avevo capito che l’Italia stava facendo molto per la mia liberazione. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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