In carcere per i blitz pro-Gaza gli attivisti di Palestine Action in sciopero della fame da 70 giorni | Grossi rischi per la salute

Gli attivisti di Palestine Action, in carcere per aver partecipato a manifestazioni pro-Gaza, sono da oltre 70 giorni in sciopero della fame. Una scelta che comporta rischi significativi per la loro salute, tra cui danni neurologici, problemi cardiaci e perdita di udito. La loro protesta evidenzia le conseguenze di azioni di solidarietà che, anche in contesti di detenzione, comportano gravi conseguenze fisiche.

Alcuni di loro non mangiano da più di 70 giorni. Rischiano danni neurologici, problemi cardiaci e perdita di udito. Sono i 3 attivisti di Palestine Action, detenuti in carcere in Gran Bretagna e in sciopero della fame per protesta. Sono tutti in custodia cautelare, in attesa di processo, per aver partecipato a iniziative di solidarietà a Gaza e contro Israele. Si tratta dello sciopero della fame in carcere più lungo e organizzato dopo quello dell’Ira del 1981. Sono accusati di aver preso parte a due azioni di disobbedienza. La prima, nel novembre 2024, in un’azienda bellica legata a Israele, la Elbit Systems a Filton, vicino Bristol. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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