Il regime non è riformabile serve un Mandela iraniano Parla la prof Sabahi
In Iran, migliaia di arresti e morti, scontri e manifestazioni in molte città. Dalla fine di dicembre 2025 le proteste dei commercianti dei bazar, tradizionale sostegno del regime politico-teocratico di Teheran, si sono diffuse in tutto il Paese coinvolgendo giovani, soprattutto studenti e lavoratori. Le violenze in strada sono inarrestabili, tra repressione delle forze dell’ordine e la rabbia di chi chiede una svolta politica reale. Il potere, in primo luogo il presidente “aperturista” Masoud Pezeshkian, aveva fatto appello al dialogo e all’ascolto dei manifestanti, ma di diverso avviso è stata la guida suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei. Farian Sabahi, professoressa associata di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi dell’Insubria e autrice di molti volumi sulla storia dell’Iran e Yemen, parla con Formiche. 🔗 Leggi su Formiche.net

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