Il regime non è riformabile serve un Mandela iraniano Parla la prof Sabahi
In Iran, le proteste si sono estese a molte città, coinvolgendo giovani, studenti e lavoratori, e hanno portato a numerosi arresti e vittime. La professoressa Sabahi sottolinea che il regime attuale non è riformabile e che è necessario un cambiamento radicale, simile a quello rappresentato da un “Mandela iraniano”. La situazione richiede attenzione e una riflessione sulle prospettive di un futuro diverso per il paese.
In Iran, migliaia di arresti e morti, scontri e manifestazioni in molte città. Dalla fine di dicembre 2025 le proteste dei commercianti dei bazar, tradizionale sostegno del regime politico-teocratico di Teheran, si sono diffuse in tutto il Paese coinvolgendo giovani, soprattutto studenti e lavoratori. Le violenze in strada sono inarrestabili, tra repressione delle forze dell’ordine e la rabbia di chi chiede una svolta politica reale. Il potere, in primo luogo il presidente “aperturista” Masoud Pezeshkian, aveva fatto appello al dialogo e all’ascolto dei manifestanti, ma di diverso avviso è stata la guida suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei. 🔗 Leggi su Formiche.net

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Da sei giorni l’Iran è attraversato da proteste antiregime, le più ampie e partecipate dal 2022, quando il movimento “Donna, vita, libertà” mobilitò per mesi centinaia di migliaia di persone. A differenza delle mobilitazioni precedenti, però, questa ondata di facebook
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