Io sono Anna Storia della Kuliscioff pasionaria dei poveri

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© Ilgiornale.it - "Io sono Anna". Storia della Kuliscioff, pasionaria dei poveri

Fosse passato il suo modo di intendere lo stare «a sinistra», oggi forse avremmo un'opposizione migliore. Più autenticamente riformista, meno asserragliata dietro sterili coperture ideologiche. Senza dubbio più autenticamente libera. Ma tant'è, la storia ha fatto un altro corso (e ne vediamo gli esiti). L'acutezza e la lungimiranza della riflessione politica, accompagnate da una lucidità per cui meritò l'appellativo di «unico uomo della sinistra» (Labriola) ne hanno fatto una delle figure-chiave del socialismo italiano. Ma non sono le uniche ragioni per cui Anna Kuliscioff merita di essere ricordata a 100 anni dalla morte, avvenuta a Milano il 29 dicembre 1925. La Fondazione a lei dedicata commemora la ricorrenza nella mattinata del 9 gennaio, dalle 10.30, nella Sala conferenze del Cimitero Monumentale che ne custodisce le spoglie qui trasportate, mentre l'anno si spegneva, con un corteo funebre ricordato da tutti i giornali dell'epoca per la straordinaria partecipazione e i tafferugli fra squadre fasciste e oppositori. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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