Iran nel 12° giorno di proteste il regime blocca internet | i morti salgono a 38
Nel dodicesimo giorno di proteste in Iran, il regime ha bloccato l'accesso a internet, cercando di limitare le comunicazioni dei dissidenti. Con almeno 38 vittime, la repressione si intensifica, rendendo più difficile conoscere l'entità delle mobilitazioni e delle violenze nelle piazze. Questa misura mira a controllare l'informazione e a indebolire il movimento di protesta in corso nel paese.
Dopo le botte, i fumogeni e la repressione nelle piazze, il regime degli ayatollah in Iran cerca di eliminare le informazioni date dai dissidenti tramite il web. Da stamane l’ente di controllo online Netblocks ha segnalato una interruzione di Internet a Teheran, e in molte città: Esfahan, Lodegan, Abdanan e in alcune zone di Shiraz e Kermanshah. A conferma, la Cbs ha ascoltato una sua fonte nella Capitale che ha confermato non solo la folla in strada che contestava il regime, e l’assenza di servizi digitali. In particolare, l’interruzione dei servizi sarebbe scattata nel momento in cui i manifestanti rispondevano all’appello del principe ereditario in esilio Reza Pahlavi, figlio dell’ex scià sostenuto dagli Stati Uniti, che ha invitato i dissidenti a far sentire la propria voce e cacciare il regime sciita. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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