Vecchioni | I nostri ragazzi vivono nella nebbia e gridano il loro disagio I cuoricini sui social? Sono una richiesta d’identità
Vecchioni difende i giovani che “vivono nella nebbia” e i loro linguaggi social, contrapponendo il loro disagio alla rassegnazione degli adulti che hanno smesso di lottare. Il professore invita i docenti a mantenere vivo il dialogo tramite la condivisione costante del sapere, unica bussola per orientare ragazzi in cerca d’identità. Niente prediche sul “ai miei tempi”, nessuna demonizzazione degli smartphone. Roberto Vecchioni guarda i ragazzi di oggi e vede quello che molti adulti, distratti o stanchi, ignorano: la nebbia. In un’intervista a Il Messaggero, il professore traccia una diagnosi che suona come un allarme per il mondo della scuola e delle famiglie. 🔗 Leggi su Orizzontescuola.it
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