Significa inattività nella cosidetta età feconda Significa salari più bassi dopo la nascita dei figli e che non tornano più al livello di quelli maschili Significa anche maggiore vulnerabilità all' impatto dell' intelligenza artificiale
L'inattività durante l’età fertile, insieme alla riduzione dei salari post-nascita e alla maggiore vulnerabilità all’impatto dell’intelligenza artificiale, rappresentano caratteristiche ricorrenti nei trend dell’occupazione femminile degli ultimi anni. Sebbene si registrino segnali positivi, questi aspetti evidenziano ancora sfide significative che richiedono attenzione per favorire una reale parità di genere nel mondo del lavoro.
I l trend è positivo ma. Tutti gli studi sull’occupazione femminile negli ultimi anni possono essere riassunti così. Vale anche per il Gender Equality Report dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (Inapp) presentato il 17 dicembre. Se il tasso delle donne con un lavoro ha raggiunto la soglia del 53,3 per cento (quando il tasso di occupazione femminile medio in Europa è pari al 66.2%), resta nettamente inferiore a quello maschile, ostaggio di livelli di inattività elevatissimi. Mamme ancora equilibriste: spesso lasciano il lavoro X Leggi anche › Donne e lavoto. Dalle dimissioni delle neomadri al precariato femminile, il circolo vizioso Il 42,4% delle donne tra i 15 e i 64 anni n on partecipa al mercato del lavoro, e per ragioni prevalentemente legate a motivi familiari (a fronte del 24,4% degli uomini). 🔗 Leggi su Iodonna.it

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A morte gli anni fotocopia. Crescere sempre. Il 2025 è stato un anno intenso, a partire dal recente trasloco: aprire e chiudere scatole significa inevitabilmente fare bilanci. Ma alla fine quello che conta è continuare a crescere, non rimanere in stallo. È stato un - facebook.com facebook
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