Espulso rientrato libero di uccidere | la lunga catena di fallimenti che ha portato alla morte di Aurora Livoli

La vicenda di Aurora Livoli mette in luce le carenze del sistema di sicurezza e di controllo, evidenziando come, nonostante le restrizioni, alcuni soggetti abbiano continuato a commettere reati. Questo caso solleva importanti riflessioni sulla gestione dei soggetti espulsi e sulla prevenzione di tragedie imminenti, sottolineando la necessità di un’attenzione costante e di interventi più efficaci per garantire la sicurezza pubblica.

Non doveva più essere in Italia da anni, invece continuava a delinquere, a violentare e infine probabilmente a uccidere.  Emilio Gabriel Valdez Velazco, indagato per l’omicidio volontario di  Aurora Livoli  trovata morta lunedì 29 dicembre in un cortile di via Paruta a Milano, aveva subito ben due provvedimenti di espulsione. Questa la sua storia. Atterrato nel 2017 a Linate, nel 2019 diventa irregolare. Il prefetto di Milano emette nei suoi confronti il primo provvedimento di espulsione il 4 agosto e dopo due giorni il questore ordina l’accompagnamento coattivo alla frontiera. La storia poteva concludersi qui ma evidentemente il cinquantasettenne peruviano rientra in Italia perché nell’ottobre dello stesso anno commette la prima di una serie di violenze sessuali. 🔗 Leggi su Panorama.it

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L’assassino di Aurora Livoli era stato espulso due volte dall’Italia; Omicidio Aurora: il killer fantasma era stato espulso 2 volte: ma beffa del passaporto scaduto e Cpr evitato, era a spasso e libero di uccidere.

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